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QUAERE (LEVICO TERME) – Ogni anno il Gruppo ”Tullio Moschen”
dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presieduta da Enzo Polignano
organizza una celebrazione religiosa per ricordare 5 marinai del Battaglione
“San Marco” che perirono per lo scoppio accidentale di un mortaio , nei
boschi circostanti la piccola frazione di Levico Terme. Il fatto accadde
venerdì 23 luglio 1954.Nel luogo della disgrazia fu eretto un monumento e
proprio davanti a questo domenica 29 luglio si è ripetuta la cerimonia alla
presenza dei marinai in congedo di Bolzano, Rovereto, Bassano del Grappa
inquadrati dal Capitano di Fregata delle Giorgio Martini con il Delegato
Regionale Giuseppe Fabrello.
Presenti anche il «Gruppo Nazionale Leone San Marco» del Veneto ed
Emilia-Romagna, i «Veterani Battaglione San Marco», “Associazione Nazionale
SDI Marina”, oltre alle rappresentanze dei lagunari , fanti , alpini e
carabinieri in congedo. Particolare attenzione ha destato la presenza del
Nucleo Speciale Salvataggio Cinofilo, facente parte del Gruppo Protezione
Civile dell’ANMI.
Per la Marina Militare presente il Tenente di Vascello Williams Maccagnola
in rappresentanza del Reggimento San Marco ed una delegazione del Circolo
sottufficiali della caserma-distaccamento “Giovanni Agnes” di Levico Terme.
In rappresentanza del comune il sindaco Michele Sartori. Dopo la
deposizione della corona d’alloro e la preghiera del marinaio, sono state
ricordate le cinque vittime di quella tragica esplosione: i sergenti
Vittorio Cantù e Giovanni Matera ed i marò Angelo Rotondo, Ignazio Scaglione
e Giorgio Guala, al suono del “fischio” il nocchiere Pierino Santoli.
Presente alla cerimonia un reduce sopravvissuto alla disgrazia Leone Mimo.
Ricordati anche tutti i caduti in mare e l’impegno dei militari italiani nei
diversi scenari internazionali.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2018 da in EVENTI PASSATI.