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Cerimonia Quaere ANMI Levico Terme

23 luglio QUAERE (LEVICO TERME) – Sono passati ormai  63 anni da quel tragico venerdì 23 luglio 1954, durante un’esercitazione di tiro con mortaio, dove 5 marinai del Battaglione “San Marco” perirono per lo scoppio accidentale dell’arma da fuoco, nei boschi circostanti la piccola frazione di Levico Terme. Zona in quei anni utilizzata come area addestrativa per tiri militari. Per ricordare quel tragico evento, dal 1972, il gruppo ”Tullio Moschen”  dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presieduta da Enzo Polignano, promuove una celebrazione religiosa al cospetto del monumento eretto nel luogo dell’incidente. Alla presenza di tutti i gruppi marinai del Trentino, inquadrati dal Capitano di Fregata delle  Giorgio Martini, assieme ai marinai in congedo di Bolzano, Rovereto, Bassano del Grappa con il Delegato Regionale Giuseppe Fabrello,  al «Gruppo Nazionale Leone San Marco» del Veneto ed Emilia-Romagna, ai «Veterani Battaglione San Marco»,  oltre ai fanti della Valsugana. Per la Marina Militare presente una delegazione del Circolo sottufficiali della caserma-distaccamento “Giovanni Agnes” di Levico Terme. In rappresentanza del comune la vice sindaco Laura Fraizingher ed  Arturo Benedetti. Dopo la deposizione della corona d’alloro e la preghiera del marinaio, sono state ricordate  le cinque vittime di quella tragica esplosione: i sergenti Vittorio Cantù e Giovanni Matera ed i marò Angelo RotondoIgnazio Scaglione e Giorgio Guala, al suono del “fischio” il nocchiere Pierino Santoli.

 Presente alla cerimonia un reduce sopravvissuto alla disgrazia Leone Mimo. Ricordati anche tutti i caduti in mare e l’impegno dei militari italiani nei diversi scenari internazionali.  Giova ricordare, infine, che dal 1º marzo 2013 con la costituzione della Brigata Marina “San Marco”, il reggimento ora è denominato 1° “San Marco”, con funzioni ancora più operative in campo militare in operazioni di sbarco. Lo stesso è suddiviso su tre battaglioni (Grado, Combat Support, Combat Service Support) con base a Brindisi ed i marò indossano il caratteristico basco blu. I “marò” quindi non sono da confondere con i militari di fanteria da assalto anfibio dell’Esercito, in forza al reggimento lagunari “Serenissima”, con base a Venezia e dal basco verde, sebbene entrambe queste aliquote militari siano una componente fondamentale della forza di proiezione dal mare. Era presente infatti alla cerimonia anche una nutrita rappresentanza di “baschi verdi” dell’Associazione Lagunari Truppe Anfibie ( ALTA) guidata dal Gen. B. ( ris.) Claudio Nocente, Presidente della Sezione di Verona.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 Luglio 2017 da in EVENTI PASSATI.