da un'idea del Dott. Giorgio Martini c/o Farmacia S.Rocco CEMBRA TN P. IVA 01506850229
11 settembre 2026 .Partecipo all’evento inerente l’ accordo De Gasperi-Gruber, trattato internazionale firmato a Parigi il 5 settembre 1946 dall’italiano Alcide De Gasperi e dall’austriaco Karl Gruber per tutelare la minoranza di lingua tedesca in Alto Adige organizzato dalla Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana a Pergine Valsugana.
Molto interessante il confronto con gli altri relatori. Ottima la conduzione da parte di Gabriele Buselli. Molto apprezzata la targa che mi hanno regalato.
Ecco in sintesi gli appunti della mia relazione che a quanto pare è stata molto apprezzata, impostata su tre parole chiave . Ho parlato come Segretario Generale dell’Associazione Italia Austria di Trento e Rovereto, spiegando che la questione era stata trattata alcuni anni or sono anche dal nostro Presidente Dott. Fabrizio Paternoster.
L’accordo garantì l’autonomia legislativa ed esecutiva alla popolazione di lingua tedesca dell’Alto Adige/Südtirol, tutelandone l’uguaglianza dei diritti e lo sviluppo culturale ed economico.
Contesto Storico. Fine della seconda guerra mondiale.
Questione territoriale del confine alpino.
I Punti Chiave dell’Accordo:
Uguaglianza di diritti per i cittadini di lingua tedesca.
Uso paritetico della lingua tedesca e italiana negli uffici e nelle scuole.
Ritorno delle opzioni per la cittadinanza (chi aveva scelto il Reich poteva rientrare).
Autonomia regionale per la popolazione locale.
Analisi delle Parole Chiave:
Coinvolgimento: La popolazione locale e i rappresentanti sudtirolesi furono tenuti in considerazione per definire le tutele. L’intesa cercò un coinvolgimento diretto delle istanze locali per evitare tensioni future tra Italia e Austria.
Partecipazione: L’accordo pose le basi per la partecipazione della minoranza tedesca alla vita pubblica e amministrativa. Previde l’accesso paritario agli impieghi pubblici e agli organi di autogoverno locali.
Responsabilità: I governi di Italia e Austria assunsero la responsabilità di stabilizzare i confini e garantire la pace regionale. La gestione della futura autonomia richiese grande responsabilità politica per attuare le norme senza discriminazioni.