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Pellegrinaggio al Santuario di San Vittore e Santa Corona

Sabato 28 marzo , mi reco “in pellegrinaggio” ad Anzù, presso il Santuario di San Vittore e Santa Corona, il primo patrono dei ricercatori universitari, la seconda patrona della comunicazione digitalica repentina ( a domanda celere risposta).

Scherzi a parte il Santuario merita davvero una visita. Arroccata sul monte Miesna, è costituita dalla basilica vera e propria e dall’annesso chiostro del 1495.

 La costruzione del santuario fu iniziata nel 1096. La chiesa fu consacrata il 13 maggio 1101 dal vescovo di Feltre Arpone per accogliervi le reliquie dei santi Vittore e Corona, patroni di Feltre e della diocesi di Feltre. Al santuario si affiancò poi un monastero, che ospitò dapprima i fiesolani (1495-1668), quindi i somaschi (1668-1777), infine i minori osservanti (1852-1878).

 La basilica è un autentico gioiello del romanico e porta chiari segni di influenze armene ed orientali. Gli interni sono completamente affrescati (XII-XV secolo) con opere di età ottoniana, di scuola giottesca e di allievi di Tommaso da Modena. Spiccano tra le immagini di santi, sulla parete sinistra, l’ultima cena e la storia del martirio dei titolari nel transetto di sinistra. A oriente dell’altare è posto il sarcofago marmoreo dei martiri, sollevato da colonne e ornato da un fregio floreale.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 Aprile 2026 da in EVENTI PASSATI.